La Musica nella Psicologia Funzionale

La musica accompagna da sempre l’esistenza umana, sicuramente da prima ancora che ne rimanesse traccia storica concreta: ogni civiltà ha sviluppato un proprio sistema musicale, o ne ha adottato uno adattandolo ai propri gusti e necessità. E’ qualcosa legato a fattori innati dell’uomo e allo stesso tempo fenomeno culturale: essa è infatti presente in tutte le culture, concorre a determinare il carattere, la continuità e lo sviluppo della cultura di cui fa parte ed è in grado di unirsi a qualsiasi attività, occasione, rapporto, istituzione, gruppo, bisogno, aspirazione e situazione. 

 

Tra i fattori che rendono la musica così naturale per l’uomo c’è probabilmente anche il parallelo tra essa e il linguaggio, altro aspetto universale. Si può affermare che musica e linguaggio siano entrambi dei sistemi di comunicazione: tra gli aspetti comuni vi sono l’utilizzo del canale uditivo-vocale e della scrittura, la possibilità di produrre infiniti suoni/frasi ed entrambi posseggono una fonologia, una sintassi e una semantica.  Esiste un legame tra cervello e struttura musicale testimoniato anche dalla presenza dei brani musicali nel corso della storia, segno che l'Uomo ha sempre sentito il bisogno di esprimersi anche attraverso di essa.

In Psicologia Funzionale possiamo vedere come gli effetti della musica sono in grado di influenzare tutti e quattro i piani Funzionali (Rispoli, 2004): i comportamenti, le emozioni, i processi cognitivi e fisiologici della persona. Per esempio sul piano delle emozioni la musica è molto complessa e può suscitare le emozioni in diversi modi. Queste possono essere suscitate dalla struttura intrinseca della musica o dal contesto in cui la musica è inserita o a cui fa riferimento, a fattori cioè esterni alla musica. Suscita emozioni poiché è caratterizzata da quelle stesse strutture che sono presenti anche nel linguaggio parlato e che permettono di esprimere le emozioni (Juslin & Laukka, 2003). Un altro modo per suscitare emozioni è attraverso l’immaginazione visiva, poiché l’affiorare di particolari immagini nella mente durante l’ascolto di un brano musicale provoca emozioni associate all’immagine stessa. Si sostiene infatti che un’emozione possa essere indotta a causa della comparsa di immagini particolari che il brano suscita, ad esempio un bel paesaggio. 

 

Un uso della musica che si fa in Psicologia Funzionale è quello di creare supporto, stimolo, arricchimento, suggestione delle tecniche utilizzate in psicoterapia (Rispoli, 2004). E’ importante la capacità della musica di produrre effetti sui vari piani della persona. Una musica adatta potrà quindi, se studiata bene, sostenere ed ampliare l’uso delle parole o delle tecniche prodotte dallo psicoterapeuta. Una musica può, quindi, evocare effetti che vadano in una direzione congruente con ciò che si vuole ottenere o in alcuni casi utilizzata per sondare il mondo interno del paziente.

Molto spesso in Psicologia Funzionale viene usata come sfondo e accompagnamento, piuttosto che in maniera centrale, o come Sé Ausiliario nelle tecniche psicoterapeutiche è necessario non sia troppo strutturata, non essere (troppo) cantata in quanto distrarrebbe dalla voce del terapeuta, possibilmente non essere conosciuta in quanto il paziente potrebbe viaggiare nei ricordi che magari vanno in una direzione opposta all’effetto che si vuol ricercare con la tecnica e soprattutto deve essere sufficientemente lunga per facilitare un’entrata del paziente nell’esperienza che la tecnica vuole richiamare e non spezzare l’effetto (Rispoli, 2004).

Possiamo quindi dire che la Musica è in grado di influenzare le Funzioni del Sé e che le musiche possono essere fatte con criteri che le rendano in grado di esercitare questa influenza in una direzione precisa.

 

 

Bibliografia:

Casetta, L. (2011), Metodo per la scelta dei brani musicali per accompagnare le tecniche funzionali, Tesi non pubblicata.

Juslin, P. N., & Laukka, P. (2003). Communication of emotions in vocal expres- sion and music performance: Different channels, same code? Psychological Bulletin, 129, 770-814.

Rispoli L. (2016), Il corpo in psicoterapia oggi, Franco Angeli, Milano

Rispoli L. (2011), Il Manifesto del Funzionalismo Moderno, Aspes, Roma

Rispoli L. (2004), Esperienze di Base e Sviluppo del Sè, Franco Angeli, Milano

Rispoli, L. (2003), Il sorriso del corpo e I segnreti dell’anima, Liguori Editori

 

www.psicologiafunzionale.it

 


 

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