LA RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA: LE SUE ALTERAZIONI

La respirazione diaframmatica produce una condizione di vagotonia che si riconduce ai momenti di calma, di tranquillità, di allentamento.

Provate, ora, a mettere una mano sulla pancia e a fare una respirazione. Se durante l'inspirazione non sentite che la pancia si gonfia, probabilmente avete una respirazione alterata.

 

In condizioni normali l'inspirazione dovrebbe essere eseguita dal diaframma, mentre l'espirazione dovrebbe avvenire passivamente. La causa di una non corretta respirazione è legata allo stile di vita moderno che tutti noi abbiamo, fatto di stress, problemi familiari e lavorativi, ansie... Tutto ciò porta a respirare prevalentemente con la porzione superiore delle coste e a mantenere per tutta la giornata un blocco inspiratorio e i muscoli cosiddetti accessori devono sobbarcarsi un lavoro che in realtà dovrebbe assolvere il diaframma. Tutto questo provoca una retrazione sia del diaframma, per scarso utilizzo, sia dei muscoli inspiratori accessori, ma in questo caso per esagerato e inadeguato utilizzo.

Per capire che significato possa avere una respirazione cronicamente alterata, dobbiamo innanzitutto renderci conto che accanto alla respirazione diaframmatica ci sono altre modalità di respirazione. Ciascuna ha le sue funzionalità e ognuna di queste ha effetti in base alle varie situazioni nelle quali la persona giornalmente di trova a fronteggiare.

Le modalità di respirazioni più frequenti sono:

  • Respiro Diaframmatico più toracico. È un respiro molto profondo, si incamera più ossigeno nei polmoni, e si usa quando si ha bisogno di avere più forza ed energia.

  • Respiro toracico. È un respiro tutto a carico del petto ed è utilizzato per dare forza e aiutare nella lotta.

  • Toracico alto. In questo caso il torace si muove molto e lo troviamo quando una persona prova un forte spavento e resta con il “fiato mozzato”.

  • Respiro scoordinato. I tempi di espansione di torace ed addome sono sfalsati e vengono usati quando c’è forzatura e controllo dell’atto respiratorio.

  • Respiro veloce e affannoso. È un respiro di ansia, indica un segnale di allarme e di agitazione, viene usato per smaltire l’emozione o la fatica.

Se il respiro è alterato è importante da trattare in quanto potrebbe portare nella persona sensazioni poco piacevoli tipo giramenti di testa troppo forti, piccoli collassi, nausee intense, visioni alterate. Nel cronicizzarsi di queste tipologie di respiro il corpo potrebbe subire problemi fisiologici importanti:

  • problemi respiratori (asma, falsi enfisemi)

  • problemi all'apparato digerente (cattiva digestione, ernia iatale, stitichezza, gastriti)

  • disfunzioni relative alla fonazione

  • problematiche ginecologiche (connessione diaframma/perineo)

  • difficoltà circolatorie (ha una fondamentale funzione di pompa per il ritorno venoso)

  • dolori lombari (inserzione del diaframma sulle vertebre lombari) che possono peggiorare la postura della persona.


 

Possiamo quindi dire che ripristinare la respirazione diaframmatica produce una serie di effetti estremamente positivi e utili al cambiamento in quanto si aprono delle sensazioni che erano chiuse, aumenta il contatto con se stessi e con le emozioni e anche con ciò che non funziona tanto bene nel nostro corpo. La sensazione più positiva produce intense sensazioni di benessere, di leggerezza o di pesantezza, di galleggiamento, di calma, di serenità (Rispoli 2004).


 


 

Bibliografia:

Boadella D., Liss J., (1996), La psicoterapia del corpo, Astrolabio, Roma.

Blundell J. (1977), Psicologia fisiologica, Zanichelli, Bologna

Rispoli (2016), Il Corpo in Psicoterapia oggi, Franco Angeli: Milano

Rispoli (2014), Il Manifesto del Funzionalismo Moderno, Alpes: Roma

Rispoli (2004), Esperienze di Base e Sviluppo del Sè, Franco Angeli: Milano

Rispoli L.(2000), La valutazione integrata dello stress, Napoli

Seyle H. (1976), The stress of life, Mc Craw-Hill, New York

 

www.psicologiafunzionale.it


 

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