L'AMORE AL TEMPO DELLE ARAGOSTE. Rilettura del film "The Lobster" (2015) di Lanthimos

Recentemente (2015) è uscito al cinema un film di Yorgos Lanthimos che raramente ha la possibilità di essere visto da tutti, un film coraggioso la cui peculiarità non risiede solo nella scelta di un titolo originale “The Lobster”, letteralmente “L’aragosta”, ma anche nel messaggio: descrivere una società in cui non è possibile restare soli, chi non ha un partner non è contemplato, in sostanza non esiste.

Una storia d’amore ambientata in un futuro prossimo, dove i Single, secondo quanto stabiliscono le regole della Città, vengono arrestati e trasferiti in un Hotel, una via di mezzo tra una dignitosa sistemazione e una prigione, dove sono obbligati a trovarsi un partner entro 45 giorni e formare una coppia in base alla condivisione di caratteristiche fisiche simili, quindi il miope con la miope, lo zoppo con la zoppa, chi soffre di epistassi con chi soffre di epistassi nasale ecc. ecc. . Se falliscono vengono trasformati in un animale a loro scelta e liberati nei Boschi.

Un uomo disperato fugge dall’Hotel e va nei Boschi, dove vivono i Solitari; lì s’innamorerà, trasgredendo alle regole. Coloro che mettono in discussione il sistema vivono nella foresta e dedicano la propria vita ad essere il contrario di quello che l’Hotel stabilisce: si dedicano alla solitudine assoluta.

Ascoltano la musica, danzano ascoltando la musica attraverso le cuffie, quindi danzano da soli. Se qualcuno si trova in pericolo si astengono dall’aiutarlo, e flirtare è rigorosamente proibito, si sta soli, non si cercano compagni.La cosa sorprendente è che anche i boschi sono lo sfondo di un regime ugualmente repressivo e malato. 

Rivolgendo lo sguardo all’attualità è interessante notare come le persone sentono la necessità di trovarsi costantemente in una relazione amorosa, sul modo in cui alcuni vedono coloro che non hanno una relazione; su come si venga considerati falliti se non si sta con qualcuno; su cosa arrivano a fare certe persone pur di trovarsi un compagno; sulla paura; e su tutto ciò che ci succede quando cerchiamo un partner.

 

 E’ proprio da questo che nasce la necessità di scrivere qualcosa sul tema dell’Amore.

Al significato corrente dell’Amore per gli esseri umani; a come sia collegato al concetto di solitudine e di compagnia e di come abbia perso le sfumature di tutte le Esperienze di Base del Sè (Rispoli, 2004) ad esso collegate.

Amare implica più che mai l’interezza delle Funzioni del Sè: le emozioni, la razionalità, i ricordi, le immaginazioni, un valore simbolico fortemente positivo, tale da spingere continuamente nuove esperienze d’Amore. Si ama con tutti i propri sensi, con il respiro, con il tocco, con i propri movimenti. Nell’Amore c’è uno stato leggero e piacevole di eccitazione simpaticotonica, ci sono sensazioni di piacere e benessere.

Non c’è costrizione, non ci sono regole scritte. 

Amore implica Essere Amati, Amare e Continuità Positiva (Rispoli, 2004). In Particolare quest’ultima è espressa nella sua massima alterazione nel Film The Lobster, il protagonista non ha la possibilità di sentire dentro di sé che qualche cosa di bello e buono è accaduto e potrà tornare. Non c’è slancio. Solo compito, prestazione, volta all’accoppiamento, alla stregua di una impari ricerca di un mattoncino di lego a quattro fori con mattoncini di marche diverse a tre tasselli. 

Non è forse quello che accade spesso nella vita? Trovare degli incastri, delle logistiche e degli accoppiamenti? Non è forse questo che talvolta sposta il focus dal Bisogno Fondamentale del Sè di Amore a modalità alterate di funzionamento

Probabilmente anche nell’Amore bisogna iniziare a sciogliere le stereotipie per riacquistare la completa ampiezza delle gamme del Sè per scegliere ed usare la sfumatura più adatta alla vita, al momento; probabilmente bisognerebbe riequilibrare le sproporzioni, ridimensionando iper o ipotrofie; probabilmente bisognerebbe perseguire la ricerca dell’unitarietà delle persone e non la parcellarizzazione, vedi lo zoppo con la zoppa… ed abbandonare l’antiquata convinzione che bisogna per forza, adesso e come cultura vuole, formare una coppia.

 

Bibliografia:

Rispoli L. (2016), Il corpo in Psicoterapia oggi, Franco Angeli: Milano

Rispoli L. (2010), Il manifesto del Funzionalismo moderno, S.E.F. edizioni: Napoli 

Rispoli L. (2004), Esperienze di Base e sviluppo del Sé, Franco Angeli: Milano

www.psicologiafunzionale.it

 

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